L’A.G.C.M. sanziona le compagnie per la fornitura di luce e gas

L’A.G.C.M. sanziona le compagnie per la fornitura di luce e gas

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rilevate pratiche commerciali scorrette

Capita spesso che numerosi operatori adottino condotte commerciali scorrette, che il più delle volte danneggiano e/ o condizionano il consumatore, vittima di questo comportamento non sempre lecito.
Sulla vicenda è intervenuto l’A.G.C.M. (ovvero Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che con alcune delibere recenti ha sanzionato severamente 4 compagnie che operano nel settore gas e luce, per aver posto in essere condotte commerciali scorrette, danneggiando cosi gli ignari consumatori.

Come detto, il caso in questione vede coinvolte quattro società che operano nel settore gas e luce a cui è stata confermata la sanzione per condotte commerciali scorrette.
Si tratta, dunque, di pratiche commerciali diffuse soprattutto nel mercato dell’energia dove spesso le vittime coinvolte sono i poveri consumatori.

Come può difendersi in questi casi il consumatore?

Innanzitutto, vediamo quali sono le più frequenti pratiche scorrette utilizzate:
– Emissione di bollette di importo anomalo
Ebbene, l’emissione di fatture d’importo anomalo può avvenire in vari modi:
• delle volte è dovuto ad una stima per eccesso dei consumi;
• oppure in base ad un autolettura correttamente inviata dal cliente;
• alcune volte oppure può essere causata dall’addebito di conguagli pluriennali dovuti, come mancata emissione di bollette per lunghi periodi;
• oppure ancora da richieste di pagamento di importi in realtà già pagati, ma che non sono stati registrati a causa di malfunzionamenti dei processi di gestione ed incasso delle bollette, interni alle stesse compagnie.

Cosa fare in questi casi?

E’ importante precisare che le bollette, anche una volta emesse, possono comunque essere oggetto di contestazione da parte degli utenti/consumatori che a loro volta posso richiedere la verifica degli importi, soprattutto se i consumi indicati in fattura non corrispondono a quelli reali.

L’operatore in tal caso ha l’obbligo di provvedere ad una rettifica della fattura.
D’altro canto dal momento in cui le fatture in questione sono oggetto di contestazione, gli operatori non possono intraprendere nessuna attività di riscossione dei crediti. Ne tantomeno possono adottare condotte aggressive minacciando il distacco della fornitura e/o costringendo l’utente a pagare.

Queste condotte sono state ritenute contrarie a varie norme del Codice del Consumo e, pertanto, più volte l’A.G.C.M. ha pesantemente sanzionato i vari operatori che le ponevano in essere.

– Altra pratica scorretta utilizzata dagli operatori è la cattiva gestione delle istanze dei consumatori
Infatti, capita spesso che gli operatori dei call center rassicurino l’utente che ha effettuato reclamo (che il più delle volte viene effettuato solo verbalmente) facendogli credere che il reclamo presentato sia stato preso in gestione ma poi non gli viene dato alcun seguito.

In questi casi l’utente, non solo si vede costretto a richiamare più volte il servizio clienti, ma il più delle volte deve recarsi presso gli sportelli o addirittura inviare un reclamo scritto al fine di ricevere risposta.
Nel caso del reclamo scritto le compagnie sono tenute a rispondere nel termine di 40 giorni; in caso di mancata risposta entro i termini stabiliti, il consumatore ha diritto ad un indennizzo da parte della compagnia per mancata risposta al reclamo secondo quanto stabilito dalle varie carte dei Servizi delle stesse compagnie.
Capita sovente che, nonostante vi siano numerosi reclami, la compagnia avvia lo stesso la procedura di riscossione dei crediti a mezzo società esterne di recupero crediti.

Bisogna dunque precisare che le compagnie, prima di procedere al recupero del credito, devono effettuare tutte le opportune verifiche per sapere se tali crediti siano oggetto di reclamo o contenzioso e, fino a quando questi non siano risolti, devono necessariamente bloccare ogni attività di recupero dei crediti ed a maggior ragione escludere categoricamente il distacco della fornitura.

– Altra problematica riguarda la mancata o ritardata restituzione agli utenti di somme dovute.
Tale pratica scorretta si evince nei casi in cui l’utente si trovi a vantare un credito nei confronti della compagnia, ad esempio perché ha pagato nelle fatture precedenti più di quanto dovuto.
In questi casi può capitare che la compagnia non fornisca le dovute informazioni al cliente, oppure che fornisca informazioni parziali, imprecise o non del tutto corrette sia sull’esatto ammontare del credito, che sulle varie modalità per ottenere la restituzione delle somme pagate in eccesso.

A volte capita che le compagnie iniziano la procedura di rimborso solo a seguito di espressa richiesta da parte degli utenti, senza però preventivamente informarli che l’inoltro della richiesta è condizione necessaria per poter beneficiare del rimborso: così facendo esse ostacolano o ritardano il rimborso, arrecando un danno al consumatore.

Invece, per quando riguarda il rimborso dei crediti vantati dagli utenti, questo può avvenire anche in modo diretto, cioè con bonifico sul conto corrente o con altra modalità di pagamento e non solo con lo sconto sulle bollette successive.

La normativa in materia a tutela dei consumatori prevede che la preventiva comunicazione di tutte le regole per ottenere i rimborsi, rientra fra gli obblighi che gli operatori energetici hanno nei confronti degli utenti/consumatori e della cui violazione esse sono chiamate a rispondere in caso di inadempimento.

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