Negoziazione assistita, una guida per capirne di più

NegoziazioneA partire dallo scorso febbraio il legislatore ha introdotto la negoziazione assistita. Essa riguarda tutti coloro che vogliono intentare una causa con cui si intende chiedere il pagamento -a qualsiasi titolo- di somme inferiori a 50.000 euro nonché per tutte le cause, indipendentemente dal valore, per il risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti.

Il consumatore è coinvolto solo parzialmente da questo obbligo. Non si deve tentare la negoziazione nelle controversie dove si può stare in giudizio da soli (quindi in quelle per le quali si va in causa davanti al Giudice di Pace di valore inferiore a 1.100 euro), in quelle di opposizione ad un decreto ingiuntivo, né in quelle inerenti rapporti contrattuali fra consumatore e professionisti.

L’obbligo non riguarda le controversie dove si può stare in giudizio da soli, quelle di opposizione ad un decreto ingiuntivo, né in quelle inerenti rapporti contrattuali fra consumatore e professionisti.

Qui di seguito una guida spiega tutto ciò che c’è da sapere al riguardo.

COS’E’

Vediamo come si svolge, nella pratica, la negoziazione assistita.

Prima di iniziare la causa, l’avvocato scriverà alla controparte, invitandola a stipulare una convenzione di negoziazione assistita. L’invito dovrà essere firmato anche dalla parte – e la sua firma autenticata dal legale – e dovrà specificare l’oggetto della controversia, avvertendo che la mancata risposta entro 30 giorni o il rifiuto potranno essere valutate dal giudice ai fini delle spese di giudizio.

A questo invito la controparte potrà reagire in tre modi:

– comunicare il proprio rifiuto a stipulare una convenzione di negoziazione assistita. In questo caso, ricevuta la risposta negativa la parte potrà iniziare la causa;

– non rispondere. La parte dovrà attendere trenta giorni dalla ricezione dell’invito per poi procedere in giudizio;

– rispondere aderendo all’invito.

In quest’ultimo caso le due parti, con i propri avvocati stipuleranno in forma scritta una “convenzione di negoziazione assistita”, vale a dire un accordo con cui si impegnano entro un termine in essa stabilito a cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere stragiudizialmente la controversia. Tale termine non deve essere inferiore a un mese, né superiore a tre mesi, prorogabile per altri 30 giorni su accordo tra le parti.

Se si raggiunge un accordo esso diventerà titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale e dovrà essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell’art. 480, 2° comma, c.p.c. In caso di mancato raggiungimento dell’accordo entro il termine stabilito nella convenzione di negoziazione assistita la parte potrà iniziare l’azione giudiziale.

CASI COINVOLTI ED ESCLUSIONI

Come già detto l’obbligo di negoziazione assistita vige prima di iniziare una causa con cui si intende chiedere il pagamento -a qualsiasi titolo- di somme inferiori a 50.000 euro nonchè per tutte le cause, indipendentemente dal valore, per il risarcimento del danno derivante da circolazione di veicoli e natanti.

Data la regola generale, la legge prevede poi una serie di importanti eccezioni. La negoziazione assistita non è infatti obbligatoria nei seguenti casi:

– nelle cause in cui la parte può stare in giudizio personalmente, vale a dire innanzi al Giudice di Pace in tutte le cause di valore inferiore ai 1.100 euro;

– nelle cause che hanno ad oggetto diritti indisponibili, quale ad esempio il diritto agli alimenti, che scaturisce dai rapporti familiari;

– nelle cause in materia di lavoro;

– nei procedimenti per ingiunzione e nel giudizio di opposizione. Non sarà quindi obbligatorio esperire il tentativo di negoziazione assistita prima di richiedere l’emissione di un decreto ingiuntivo nè prima di iniziare l’azione di opposizione a decreto ingiuntivo;

– nelle cause che hanno ad oggetto obbligazioni contrattuali che derivano da contratti conclusi fra consumatore e professionisti (ad esempio, responsabilità del produttore per danno da prodotto difettoso, richieste di restituzioni economiche derivanti dall’esercizio del diritto di recesso, richieste economiche derivanti da difetti di conformità del bene ecc.)

– nei procedimenti di CTU preventiva ai fini della composizione della lite (art. 696 bis c.p.c.);

– nell’azione civile esercitata nel processo penale;

– nei procedimenti di opposizione o incidentali relativi all’esecuzione forzata;

– nei procedimenti in camera di consiglio.

COSA SUCCEDE SE SI INIZIA UNA CAUSA SENZA AVERLA ATTIVATA

Ma cosa succede se si inizia una causa senza aver invitato la controparte alla negoziazione assistita?

Il mancato invito alla stipula di convenzione di negoziazione assistita è causa di improcedibilità della domanda posta in giudizio. L’improcedibilità deve essere eccepita dalla controparte o rilevata d’ufficio dal giudice entro la prima udienza.

Quando, d’ufficio o su istanza della controparte convenuta in giudizio, il giudice verifica che la negoziazione non è stata esperita, assegna un termine di 15 giorni per la comunicazione dell’invito.

Nel caso invece il giudice rilevi che la negoziazione assistita è stata iniziata ma non conclusa, poichè non è ancora scaduto il termine individuato nella convenzione, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine.

RAPPORTI CON LA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

La negoziazione assistita non sostituisce la mediazione obbligatoria nelle materie elencate dall’articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010., che resta per le cause per le quali è già prevista. Nel caso in cui la richiesta di pagamento sia connessa ad altra domanda per la quale è prevista la mediazione obbligatoria, ad esempio l’accertamento di un diritto e il pagamento di una somma di denaro in ragione di tale accertamento, occorrerà seguire la sola procedura di mediazione obbligatoria.

 

 

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