Smarrimento Bagaglio: l’incubo di ognuno di noi

SMARRIMENTO BAGAGLIO

 

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Lo smarrimento bagaglio rientra nella categoria di un danno risarcibile “cosiddetto danno da vacanza rovinata”, infatti nel caso in cui il consumatore che abbia regolarmente imbarcato il bagaglio non lo trova all’aeroporto di destinazione del volo dovrà presentare denunzia di smarrimento presso l’ufficio denominato lost and found (Ufficio oggetti smarriti ) tale ufficio si trova all’interno di tutti gli aeroporti, munito di biglietto aereo e ricevuta bagaglio e compilare un modulo per denunciare lo smarrimento del bagaglio. Tale tipo di indennizzo inviare una RACCOMANDATA al vettore aereo entro 7 gg in caso di danneggiamento ed entro 21 gg. in caso di mancata riconsegna.
Raccomandiamo di non buttare nessun documento ,ma di conservare accuratamente i documenti di viaggio: biglietto aereo ,il talloncino adesivo con impresso il numero identificativo assegnato al bagaglio.
Ovviamente il danno da vacanza rovinata si configura quando lo smarrimento avviene durante il viaggio di andata.
Ai sensi degli artt. 1681 e 1693 del codice civile lo smarrimento del bagaglio è evento dannoso la cui responsabilità, è da ascriversi alla compagnia aerea. In pratica è la compagnia aerea che deve provare che l’evento smarrimento non sia dovuto a negligenza, imperizia o imprudenza della compagnia aerea, ma per liberarsi dalla responsabilità deve provare che l’inadempimento deve attribuirsi ad un evento, del tutto indipendente dalla sua sfera giuridica di volontà o semplice controllo, che si ponga in stretto rapporto di causalità con la mancata riconsegna della valigia al destinatario.
Nel trasporto aereo, ove gli inconvenienti del tipo sopra descritto sono molteplici, è stata adottata Convenzione di Varsavia del 1929) ,modificata nel corso degli anni, che si propone di standardizzare, quanto più possibile, le condizioni generali di contratto di trasporto aereo tra utente e compagnia aerea.
La compagnia aerea nel caso di smarrimento bagaglio dovrà corrispondere al passeggero il cui bagaglio non sia giunto a destinazione una somma forfetaria pari a 20$ per ogni Kg. (Ufficio oggetti smarriti) tale ufficio si trova all’interno di tutti gli aeroporti muniti di biglietto aereo e ricevuta bagaglio e compilare un modulo per denunciare lo smarrimento del bagaglio. Tale tipo di indennizzo inviare una RACCOMANDATA al vettore aereo entro 7 gg in caso di danneggiamento ed entro 21 gg. in caso di mancata riconsegna .In tale ambito opera la Convenzione di Montreal del 29/05/1999, il cui art. 19 prevede che “il vettore è responsabile del danno derivante da ritardo nel trasporto aereo di passeggeri, bagagli o merci”.
In subiecta materia, l’orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte afferma poi “la risarcibilita’ dei danni patiti dagli utenti di compagnie aeree per il ritardo l’inadempimento nell’esecuzione del contratto di trasporto, allorquando il vettore non dimostri di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno ex art. 942 cod. nav., ovvero non provi l’impossibilita’ della prestazione derivata da causa a lui non imputabile ex art. 1218 c.c.“ (per tutte, Cass. Civ. 25/08/1992 n. 9854).
Chiarisce, in particolare, la Cassazione (vedi Cass. Civ, sez. III, 27/10/2004 n. 20787 , conf. da Cass. Civ. 4852/1995) che “la norma dell’ordinamento interno che regola la materia della responsabilità’ del vettore per l’inadempimento nel trasporto di persone e beni è l’art. 942 del codice della navigazione“.
Siffatta norma dispone al riguardo che “il vettore risponde del danno per il ritardo e per l’inadempimento nell’esecuzione del trasporto…a meno che provi che egli e i suoi dipendenti e preposti hanno preso tutte le misure necessarie e possibili, secondo la normale diligenza, per evitare il danno“.
In buona sostanza – continua la Cassazione – la disposizione citata “stabilisce una presunzione di responsabilita’ a carico del vettore. Per liberarsi della quale, il vettore è tenuto a dimostrare di avere adottato tutte le misure idonee ad evitare il danno.
Non basta, peraltro, la prova generica dell’uso della normale diligenza secondo il criterio di valutazione stabilito dall’art. 1176 comma 2 c.c., ma occorre la specifica indicazione delle misure concrete adottate e l’individuazione della causa che ha provocato il danno, con la conseguenza che rimangono a carico del vettore i danni da causa ignota .
Il caso fortuito – conclude la Suprema Corte – e la forza maggiore, quali fattori estranei all’organizzazione del trasporto, concretano causa non imputabile al vettore ex art. 1218 c.c. e ne escludono la responsabilità’ solo se egli non sia riuscito a prevenire l’evento nonostante l’adozione di ogni misura idonea a garantire la puntuale esecuzione del trasporto“.
In ordine al quantum – e sulla scorta della documentazione prodotta dagli attori – appare sufficientemente provata la voce di danno patrimoniale, pari ad un importo complessivo di € 1.045,30, a titolo di spesa necessaria per l’acquisto di beni e vestiario di prima necessità, per trascorrere il viaggio in crociera, in occasione del Capodanno 2013.
Del pari, si ritiene di dover altresì riconoscere agli attori l’ulteriore somma di € 1.200,00 cadauno, secondo quanto stabilito dall’art. 22, comma 2, della Convenzione di Montreal, per il quale “nel trasporto di bagagli, la responsabilità del vettore in caso di distruzione, perdita, deterioramento o ritardo è limitata alla somma di 1000 diritti speciali di prelievo per passeggero”.
Quanto, infine, al danno non patrimoniale “da vacanza rovinata“, ci si conforma all’orientamento consolidato nella giurisprudenza di merito (per tutti, G.D.P. Bari, sent. 27 dicembre 2011) che, per fattispecie assolutamente analoghe a quella in esame, risulta attestata ad un ampio e generalizzato riconoscimento del danno esistenziale c.d. da vacanza rovinata, derivante dall’aver “patito stress, disagio e sofferenza transeunti per il comprensibile stravolgimento delle aspettative, della qualità e della serenità della vacanza, una cui parte significativa è stata dispersa nella ricerca del bagaglio e nell’acquisto degli indumenti sostitutivi e che tale pregiudizio configuri un vero e proprio danno morale, risarcibile soltanto in ipotesi di reato e negli altri casi previsti dalla legge, tra i quali rientra l’ipotesi della lesione di interessi costituzionalmente garantiti. Orbene, la copertura normativa primaria ex art. 2059 c.c. va rinvenuta nell’art. 2 Cost., trattandosi di pregiudizio cagionato in violazione del diritto costituzionalmente garantito all’esplicazione della propria personalità anche in vacanza, intesa quale luogo di ricreazione e rigenerazione della persona e di manifestazione delle sue attività realizzatrici, le quali certamente comprendono anche lo svago, lo sport, gli hobby e il tempo libero in generale”.
Danno dunque non patrimoniale conseguente alla lesione di un interesse inerente alla persona costituzionalmente garantito (come afferma anche una significativa pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, la n. 8827/2003 ), e la cui prova può essere raggiunta anche in via presuntiva, come peraltro recentemente riconosciuto dalla giurisprudenza di merito (per tutti,Tribunale Padova Civile, sentenza del 19 marzo 2010, n. 654, secondo cui “la prova circa l’esistenza di siffatto danno può essere raggiunta anche in via presuntiva”, e la sua quantificazione “va effettuata, in assenza di precise ulteriori allegazioni, in via equitativa” ; conf. da Giudice di Pace Milano sezione 9 civile, sentenza del 2 settembre 2010, n. 24460).

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