Vacanza rovinata: il danno ‘non patrimoniale’ è risarcibile senza essere provato

vacanze-rovinateLa Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sul danno da vacanza rovinata. La particolarità è che questa volta è stato considerato anche il prolungamento forzato del viaggio di nozze dovuto alla mancata indicazione della data di rientro. 

Il danno non patrimoniale da vacanza rovinata,  quale pregiudizio conseguente alla lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo è risarcibile, ex art. 2059 cod. civ. Secondo l’interpretazione della giurisprudenza di legittimità, necessita di una fonte normativa ordinaria espressa o del fondamento costituzionale in riferimento ai diritti inviolabili della persona (art. 2 Cost., 4, 13, 29, 30), e al diritto alla salute (art. 32 Cost.).

La Corte ha fatto notare che una volta provato l’inadempimento del contratto relativo al pacchetto turistico e allegato di aver subito un danno ‘non patrimoniale’ da vacanza rovinata non è necessario fornire prove ulteriori per ottenere il risarcimento.

Una volta raggiunta la prova dell’inadempimento deve darsi per provato anche il verificarsi del danno. Gli stati psichici interiori della parte – argomentano  i giudici –  non possono essere oggetto di una prova diretta e vanno quindi desunti dalla mancata realizzazione della “finalità turistica”. 

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